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COME LEGGERE IL BILANCIO DI UNA SOCIETÀ DI INGEGNERIA E ARCHITETTURA

3 elementi da tenere bene a mente nell'analisi e nella gestione del bilancio d'esercizio di una società di consulenza tecnica

Primavera, tempo di bilanci. 

Non parliamo qui di bilanci personali: per quelli, e per i buoni propositi, rimandiamo alle riflessioni che solitamente si svolgono tra il 31 dicembre e il primo gennaio, spesso con un buon bicchiere di vino tra le mani.

In questa sede vogliamo trattare dei bilanci d’esercizio delle società di capitali: il Codice Civile impone la convocazione dell’assemblea per l’approvazione del bilancio entro un termine non superiore a 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio sociale, salvo casi eccezionali. 

Per la maggior parte delle società l’esercizio corrisponde all’anno solare, di conseguenza il bilancio viene approvato entro la fine del mese di aprile.

Da qui, l’attività di controllo e monitoraggio che impegna nei primi mesi dell’anno gli uffici amministrativi, in confronto continuo con i commercialisti e consulenti esterni.

 

INDICE

INTRODUZIONE
COMMESSE PLURIENNALI
COLLABORATORI
IMMOBILIZZAZIONI
CONCLUSIONI

INTRODUZIONE

Nel 2020 abbiamo assistito ad una dilazione dei termini ordinari a causa dell’avvento della pandemia, che ha richiesto l’adozione di misure straordinarie a supporto delle imprese.
Purtroppo l’emergenza ancora persiste: nell’attesa di conoscere se anche per quest’anno ci saranno proroghe, rinfreschiamo il tema andando ad analizzare quali sono gli aspetti da tenere in considerazione quando si legge un bilancio di una società di ingegneria. Una breve panoramica su come leggere il bilancio di una società di ingegneria e architettura, insomma, che possa essere di supporto non di certo a chi analizza bilanci per professione, quanto piuttosto a chi per mestiere si occupa d’altro ma vorrebbe capire qualcosa in più di questi prospetti zeppi di numeri.

Per un approfondimento sul cosa, come, quando, dove e perché delle società di ingegneria, vi rimando ad un nostro contributo già pubblicato sul tema (https://www.pronext.it/perche-esistono-le-societa-di-ingegneria/) che trovate anche a fondo pagina. 

Ma come mai ci focalizziamo sulle società di ingegneria, vi starete chiedendo. È presto detto: prima di tutto perché è il nostro mondo, e ci piace condividere ciò che tocchiamo con mano tutti i giorni. Inoltre riteniamo necessaria una disamina dedicata a queste strutture, perché ci sono alcuni aspetti che le caratterizzano e che vanno conosciuti, se si vuole leggere con coscienza il bilancio e dare significato al numero.

COSA C’È DI UGUALE RISPETTO AGLI ALTRI BILANCI…

Con ordine, partiamo da ciò che c’è in comune con le altre società. Il Codice Civile dedica al bilancio un’intera sezione, la IX, che viene collocata all’interno della disciplina delle società per azioni.
Le disposizioni contenute in questa sezione si applicano anche alle altre società di capitali: alla società in accomandita per azioni (s.a.p.a.), in quanto compatibili con la disciplina dedicata, e alle società a responsabilità limitata (s.r.l.) e a responsabilità limitata semplificata (s.r.l.s.), secondo il disposto degli articoli 2478 bis e 2463 bis.
Non è questa la sede dove ripercorrere gli articoli del Codice – la cui trattazione può senza difficoltà riempire un manuale – al nostro scopo basti ricordare che i principi contenuti nella sezione IX sono validi ed applicabili anche alle società di ingegneria costituite in forma di società di capitali.

… E COSA C’È DI DIVERSO

Quello che cambia, quindi, non è sicuramente la disciplina di riferimento. Piuttosto, sono alcuni aspetti tipici di queste società che si riflettono nei numeri.

COMMESSE PLURIENNALI

Come accade per la maggior parte degli attori coinvolti nella filiera delle costruzioni, le società di ingegneria lavorano spesso su commesse la cui durata supera i 12 mesi: questo è facilmente intuibile se si pensa alle grandi infrastrutture, ma vi assicuro che accade spesso anche per interventi di dimensioni più ridotte.
A livello contabile, ciò fa assumere rilevanza alla voce che per i bilanci di società operanti in altri settori può essere molto contenuta, o addirittura non esistere: i lavori in corso su ordinazione.

L’Organismo Italiano di Contabilità (https://www.fondazioneoic.eu) dedica a questa categoria il principio contabile OIC23.
Possiamo trarre la definizione di lavoro in corso su ordinazione: è un lavoro 

  • riferito a un contratto di durata normalmente ultrannuale, per la realizzazione di un bene (o una combinazione di beni) o per la fornitura di beni o servizi non di serie che insieme formino un unico progetto, ovvero siano strettamente connessi o interdipendenti per ciò che riguarda la loro progettazione, tecnologia e funzione o la loro utilizzazione finale;
  • eseguito su ordinazione del committente secondo le specifiche tecniche da questi richieste.

Uno degli elementi chiave per leggere il bilancio di una società di ingegneria e architettura si concentra quindi sul fatto che si tratta in sostanza di lavori ordinati dal cliente che a fine esercizio non sono ancora conclusi.

UNA PRIMA DOMANDA SULLE VOCI DI BILANCIO

La prima domanda che sorge spontanea riguarda le voci dei prospetti di bilancio su cui incidono questi lavori.
Nello stato patrimoniale li ritroviamo in primis nell’attivo, tra le rimanenze. I crediti derivanti da fatture emesse per anticipi e acconti si ritrovano tra i crediti verso clienti o verso controllate, collegate e controllanti.
In contropartita, tra le passività sono presenti alla voce acconti. Nel passivo si possono rinvenire inoltre gli accantonamenti per i costi da sostenersi dopo la chiusura della commessa, nonché quelli relativi al fondo per perdite eventuali sulla commessa.

Nel conto economico, troviamo i corrispettivi acquisiti a titolo definitivo tra i ricavi delle vendite e delle prestazioni, mentre il restante valore della produzione sviluppata nell’esercizio è rilevato alla voce variazione dei lavori in corso su ordinazione. I costi di commessa sostenuti per l’esecuzione dei lavori in corso su ordinazione sono rilevati secondo i criteri ordinari previsti dall’articolo 2425 del Codice Civile. 

UNA SECONDA DOMANDA SU COME VALUTARE I SERVIZI SVOLTI

Una seconda domanda da porsi è come valutare i servizi svolti dalle organizzazioni attraverso il proprio personale.
L’OIC23 prevede due criteri, quello della commessa completata e quello della percentuale di completamento. Qui iniziamo ad addentrarci nel piano tecnico, permettetemi quindi una semplificazione, per distinguere i due criteri.
Il primo criterio (commessa completata) comporta che gli utili di commessa vengano rilevati in bilancio solo al termine della commessa. Il criterio della percentuale di completamento, invece, permette di imputare l’utile a ciascun anno di esecuzione della commessa, sulla base dello stato di avanzamento dei lavori – che può a sua volta essere valutato secondo varie metodologie – nel rispetto del principio di competenza economica. 

Ci fermiamo qui.
Da ricordare, quindi, che in un bilancio di una società di ingegneria è normale, direi fisiologico, che le voci sopra indicate esistano e pure con valori anche rilevanti.

COLLABORATORI

Il costo principale per una società di ingegneria è costituito dal cosiddetto costo delle persone. Anche questo è un elemento normale, in quanto connesso alla tipologia di servizi erogati dalla società, che sono di natura intellettuale. Di contro, è altrettanto ordinario che i costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci siano molto ridotti: la categoria solitamente comprende cancelleria, beni strumentali di modesto importo, materiale vario di consumo, piccola attrezzatura e DPI.

Ma facciamo attenzione. Non è detto che il costo delle persone sia dove solitamente ci si aspetta di trovarlo in bilancio, cioè tra i costi per il personale. Spesso le società di ingegneria si avvalgono del lavoro autonomo di liberi professionisti e libere professioniste, titolari di partita IVA. Da qui l’uso non casuale del termine collaboratori, che comprende non solo il personale dipendente. I/Le liberi/e professionisti/e vengono remunerati/e attraverso il pagamento delle fatture da loro emesse e tali costi rientrano in bilancio nella voce costi per servizi, di solito tra le consulenze tecniche.

Per completezza di informazioni, ai fini della partecipazione alle gare pubbliche per l’affidamento di servizi di ingegneria e architettura il/la collaboratore/trice a partita IVA può essere inserito nell’organigramma della società di ingegneria o architettura – ed equiparato/a a tali fini al lavoratore dipendente – se ha fatturato nei confronti della società una quota superiore al cinquanta per cento del proprio fatturato annuo risultante dall’ultima dichiarazione IVA (DM MIT n. 263 del 2 dicembre 2016).

IMMOBILIZZAZIONI

Oltre alla rilevanza del costo dei collaboratori, la natura del servizio erogato comporta che la società non abbia bisogno di particolari macchinari, impianti di produzione.
A meno che gli uffici non siano di proprietà, le immobilizzazioni materiali includeranno macchine e materiali d’ufficio (pc, stampanti, plotter…), eventuali veicoli aziendali e poco altro.
Potrebbe invece essere più consistente la voce relativa alle immobilizzazioni immateriali: costi di ricerca e sviluppo, costi connessi a diritti di proprietà industriale e intellettuale, programmi software.
Nell’ultimo decennio quest’ultima voce ha assunto un valore progressivamente maggiore, in considerazione dell’innovazione che ha finalmente raggiunto anche il settore delle costruzioni, da questo punto di vista storicamente in ritardo rispetto ad altri settori.

L’avvento del BIM (Building Information Modeling), e delle recenti disposizioni legislative che lo riguardano, comporta e comporterà per le società di ingegneria e architettura la necessità di dotarsi dei necessari strumenti.
Un accenno infine all’ultima tipologia, le immobilizzazioni finanziarie. Oltre ai classici investimenti, esse possono derivare anche dalla struttura della società e dal contesto in cui opera: mi riferisco soprattutto al caso di gruppi societari o comunque di strutture complesse, caratterizzate da diverse compagini interconnesse.

CONCLUSIONI

Questi sono alcuni spunti che possono aiutare nel leggere il bilancio di una società di ingegneria e architettura. Rimane tuttavia chiaro, e va evidenziato, che una lettura consapevole non può prescindere dalla conoscenza profonda della società in esame: molto dipende infatti dal focus del business della società, nonché dalla sua storia, che può giustificare numeri apparentemente anomali.


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Photo credit _ Icon8 Team via Unsplash

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