EVOLUZIONE
DIGITALE

 

Accompagniamo la Pubblica Amministrazione e le aziende private verso l’adeguamento digitale – spontaneo o in ottemperanza al Codice dei contratti pubblici – con la migliore tecnologia oggi disponibile per i processi edilizi e di facility management.

 
 

Semplificazione dei (numerosi) processi tecnici e amministrativi che la Pubblica Amministrazione, operatori edili e di manutenzioni, aziende private devono gestire.

Pronext condivide conoscenze e strumenti per implementare e mantenere nelle organizzazioni l’approccio della gestione digitale dell’informazione tecnica negli ambiti dei processi costruttivi e manutentivi  che incidono sulla redditività e sulla conformità legislativa, quando prevista.

 

BIM, ma anche oltre.

Il Codice dei contratti pubblici e le sue successive modifiche richiedono un’evoluzione digitale per le Pubbliche Amministrazioni, precisamente una gestione informativa digitale delle costruzione, ma è naturale che tale punto di svolta riguardi anche gli operatori che con essa vi collaborano.
Non solo BIM Building Information Modelling, ma una vera e propria evoluzione digitale.

FORMAZIONE IN PRESENZA E ONLINE

per l’introduzione dell’evoluzione digitale e l’apprendimento degli strumenti adottati

SUPPORTO PER LA GESTIONE INFORMATIVA

dei processi costruttivi e manutentivi aziendali

SUPPORTO PER LA REDAZIONE DI OFFERTE PER LA GESTIONE INFORMATIVA

per gli operatori edili e di facility management

ANALISI DIGITALE DEGLI INVESTIMENTI IMMOBILIARI E MANUTENTIVI

DEFINIZIONE DI LINEE GUIDA AZIENDALI

SOFTWARE SELECTION

per l’individuazione degli strumenti idonei per l’ente pubblico e l’azienda privata

L’orientamento italiano sulla digitalizzazione

Il Legislatore mira ad orientare la Pubblica Amministrazione verso l’utilizzo di metodi e strumenti che consentono di incrementare la qualità, l’efficienza e la trasparenza dei processi.

LE SOGLIE PER L’ADOZIONE DEL BIM NELL PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Da un punto di vista cronologico il primo intervento normativo è stato il Decreto Ministeriale n. 560 del 2017, il cosiddetto Decreto BIM – Building Information Modeling – ha fissato una scadenza a tappe per l’adozione del metodo, in funzione di un importo lavori via via crescente.

L’ultima tappa di obbligo di adozione di metodi e strumenti digitale per i lavori con importo più basso è stata riconfermata dal più recente D. Lgs. 36 del 2023 (Codice dei contratti pubblici) che, all’art. 43 afferma che: “[…] a decorrere dal 1° gennaio 2025, le stazioni appaltanti e gli enti concedenti adottano metodi e strumenti di gestione informativa digitale delle costruzioni per la progettazione e la realizzazione di opere di nuova costruzione e per gli interventi su costruzioni esistenti con stima del costo presunto dei lavori di importo superiore a 2 milione di euro […].”

COSA SIGNIFICA LAVORARE CON LA METODOLOGIA BIM?

La corretta introduzione della metodologia BIM prevede il miglioramento della gestione delle risorse pubbliche attraverso l’utilizzo di tecniche di project management, l’adozione di prassi operative e di strumenti software che abilitano una maggiore capacità di controllo ed elaborazione dell’informazione tecnica da parte di tutti i soggetti coinvolti.

In questo senso vanno letti, ad esempio, alcuni degli usi tipici dei cosiddetti modelli BIM, come l’analisi delle interferenze progettuali o la stima del costo di realizzazione dell’opera.

Per l’applicazione del BIM nella Pubblica Amministrazione italiana, tuttavia, permangono alcune sfide significative, che sono di fatto sintetizzate all’art. 1 comma 2, dell’Allegato I.9 al Codice dei Contratti Pubblici: un’adeguata formazione del personale, l’acquisizione di idonei strumenti hardware e software e la dotazione di un apparato organizzativo affine a quello dei noti sistemi di gestione della qualità, ma declinato sui metodi propri del BIM.

In conclusione, l’introduzione del BIM negli appalti pubblici dal 1° gennaio 2025 anche all’ultimo step dell’importo lavori previsto dal decreto rappresenta un importante passo verso la modernizzazione e la digitalizzazione del patrimonio costruito. Non solo permette di migliorare l’efficienza dei progetti pubblici, ma risponde anche all’esigenza di una gestione trasparente e sostenibile delle risorse pubbliche, in linea con le direttive europee e gli obiettivi di sostenibilità ambientale.

BIS-Lab
Building Innovation & SKILL-LAB

Pronext ha creato e coordina BIS-lab® Building and Innovation Skills Lab, laboratorio di ricerca che si propone di sviluppare metodi e pratiche applicative nel campo dei processi costruttivi di tecnologie digitali.

La duplice prospettiva fondante – coordinare e raccordare le applicazioni già mature e disponibili, con il monitoraggio dell’evoluzione tecnologica in atto – vuole innovare l’aggiornamento delle diverse fasi del processo edilizio, dal progetto e la costruzione, fino alla survey e gestione.

bis-lab.eu

 
BIS-Lab
 
 
 
 
 

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Accompagniamo la Pubblica Amministrazione e le aziende private verso l'adeguamento digitale - spontaneo o in ottemperanza al Codice dei contratti pubblici - con la migliore tecnologia oggi disponibile per i processi edilizi e di facility management.

 
 

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BIM, ma anche oltre.

Il Codice dei contratti pubblici e le sue successive modifiche richiedono un'evoluzione digitale per le Pubbliche Amministrazioni, precisamente una gestione informativa digitale delle costruzione, ma è naturale che tale punto di svolta riguardi anche gli operatori che con essa vi collaborano.
Non solo BIM Building Information Modelling, ma una vera e propria evoluzione digitale.

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per l’introduzione dell’evoluzione digitale e l'apprendimento degli strumenti adottati

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DEFINIZIONE DI LINEE GUIDA AZIENDALI

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per l’individuazione degli strumenti idonei per l’ente pubblico e l'azienda privata

L'orientamento italiano sulla digitalizzazione

Il Legislatore mira ad orientare la Pubblica Amministrazione verso l’utilizzo di metodi e strumenti che consentono di incrementare la qualità, l’efficienza e la trasparenza dei processi.

LE SOGLIE PER L'ADOZIONE DEL BIM NELL PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Da un punto di vista cronologico il primo intervento normativo è stato il Decreto Ministeriale n. 560 del 2017, il cosiddetto Decreto BIM - Building Information Modeling - ha fissato una scadenza a tappe per l’adozione del metodo, in funzione di un importo lavori via via crescente.

L’ultima tappa di obbligo di adozione di metodi e strumenti digitale per i lavori con importo più basso è stata riconfermata dal più recente D. Lgs. 36 del 2023 (Codice dei contratti pubblici) che, all’art. 43 afferma che: “[…] a decorrere dal 1° gennaio 2025, le stazioni appaltanti e gli enti concedenti adottano metodi e strumenti di gestione informativa digitale delle costruzioni per la progettazione e la realizzazione di opere di nuova costruzione e per gli interventi su costruzioni esistenti con stima del costo presunto dei lavori di importo superiore a 2 milione di euro […].”

COSA SIGNIFICA LAVORARE CON LA METODOLOGIA BIM?

La corretta introduzione della metodologia BIM prevede il miglioramento della gestione delle risorse pubbliche attraverso l’utilizzo di tecniche di project management, l’adozione di prassi operative e di strumenti software che abilitano una maggiore capacità di controllo ed elaborazione dell’informazione tecnica da parte di tutti i soggetti coinvolti.

In questo senso vanno letti, ad esempio, alcuni degli usi tipici dei cosiddetti modelli BIM, come l’analisi delle interferenze progettuali o la stima del costo di realizzazione dell’opera.

Per l’applicazione del BIM nella Pubblica Amministrazione italiana, tuttavia, permangono alcune sfide significative, che sono di fatto sintetizzate all’art. 1 comma 2, dell’Allegato I.9 al Codice dei Contratti Pubblici: un’adeguata formazione del personale, l’acquisizione di idonei strumenti hardware e software e la dotazione di un apparato organizzativo affine a quello dei noti sistemi di gestione della qualità, ma declinato sui metodi propri del BIM.

In conclusione, l’introduzione del BIM negli appalti pubblici dal 1° gennaio 2025 anche all'ultimo step dell'importo lavori previsto dal decreto rappresenta un importante passo verso la modernizzazione e la digitalizzazione del patrimonio costruito. Non solo permette di migliorare l’efficienza dei progetti pubblici, ma risponde anche all’esigenza di una gestione trasparente e sostenibile delle risorse pubbliche, in linea con le direttive europee e gli obiettivi di sostenibilità ambientale.

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Pronext ha creato e coordina BIS-lab® Building and Innovation Skills Lab, laboratorio di ricerca che si propone di sviluppare metodi e pratiche applicative nel campo dei processi costruttivi di tecnologie digitali.

La duplice prospettiva fondante – coordinare e raccordare le applicazioni già mature e disponibili, con il monitoraggio dell’evoluzione tecnologica in atto – vuole innovare l’aggiornamento delle diverse fasi del processo edilizio, dal progetto e la costruzione, fino alla survey e gestione.

bis-lab.eu

 
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