INDICE

 

TEMPI DELLA VERIFICA DELL’ANOMALIA
DISCREZIONALITÀ DELLA STAZIONE APPALTANTE E OBBLIGO DI MOTIVAZIONE
PUNTI CHIAVE
CONCLUSIONI

 

Con due sentenze il Consiglio di Stato ha chiarito alcuni aspetti cruciali relativi alla procedura di verifica dell’offerta anomala alla luce delle modifiche introdotte dal D.Lgs. 36/2023.

 

 

TEMPI DELLA VERIFICA DELL’ANOMALIA

La prima sentenza (Sez. V, 13 agosto 2024, n. 7114) ha stabilito che la Stazione Appaltante deve assegnare un termine non superiore a 15 giorni all’operatore economico per fornire la documentazione giustificativa a supporto dell’offerta. Questo termine di natura acceleratoria non può essere prorogato, nemmeno se il concorrente lamenta difficoltà nel reperire la documentazione richiesta.
La decisione sottolinea l’importanza di una rapida conclusione del procedimento di verifica, in linea con il principio del risultato che mira a velocizzare l’aggiudicazione degli appalti pubblici.

 

 

 

DISCREZIONALITÀ DELLA STAZIONE APPALTANTE E OBBLIGO DI MOTIVAZIONE

La seconda sentenza (Sez. V, 14 agosto 2024, n. 7128) ha ribadito l’ampia discrezionalità della stazione appaltante nella valutazione dell’anomalia dell’offerta. Tuttavia, questa discrezionalità non è assoluta.
La Stazione Appaltante deve motivare adeguatamente le proprie decisioni, soprattutto in caso di esclusione dell’offerta. Inoltre, la sentenza ha chiarito che la Stazione Appaltante non può introdurre criteri di valutazione automatici e generalizzati durante la gara, come ad esempio richiedere fatture quietanzate anziché preventivi per giustificare i costi.
Tale comportamento viola i principi di trasparenza, imparzialità e proporzionalità.

 

 

 

 

CONCLUSIONI

Queste sentenze del Consiglio di Stato forniscono importanti indicazioni per le stazioni appaltanti e i concorrenti. In particolare, sottolineano l’importanza di rispettare i tempi procedurali e di motivare adeguatamente le decisioni assunte, evitando l’introduzione di criteri di valutazione automatici e generalizzati quindi lontani dal reale contesto di applicazione.

 

 

 

 


 

Grazie alle sue competenze multidisciplinari, Pronext è a servizio delle Stazioni Appaltanti e degli enti concedenti per la gestione del processo di verifica delle anomalie per rispettare le procedure codicistiche e dei loro principi fondanti, nonché di ridurre il rischio di contenziosi.

 

NON SOLO PUBBLICA AMMINISTRAZIONE… Pronext lavora altresì con gli operatori economici per gestire il dialogo con l’Amministrazione Pubblica e la corretta predisposizione della documentazione.

 


 

 

 

 

LEGGI ANCHE

LA DIFFERENZA TRA INCARICHI E PRESTAZIONI NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

IL SOGGETTO ESPERTO PUÒ ESSERE ESTERNO ALLA STAZIONE APPALTANTE?

 

ULTIMO AGGIORNAMENTO: 28 AGOSTO 2024

 

 

 

Photo credit _ Nick Fewings via Unsplash

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PUNTI CHIAVE
CONCLUSIONI

 

Con due sentenze il Consiglio di Stato ha chiarito alcuni aspetti cruciali relativi alla procedura di verifica dell'offerta anomala alla luce delle modifiche introdotte dal D.Lgs. 36/2023.

 

 

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La prima sentenza (Sez. V, 13 agosto 2024, n. 7114) ha stabilito che la Stazione Appaltante deve assegnare un termine non superiore a 15 giorni all’operatore economico per fornire la documentazione giustificativa a supporto dell'offerta. Questo termine di natura acceleratoria non può essere prorogato, nemmeno se il concorrente lamenta difficoltà nel reperire la documentazione richiesta.
La decisione sottolinea l'importanza di una rapida conclusione del procedimento di verifica, in linea con il principio del risultato che mira a velocizzare l'aggiudicazione degli appalti pubblici.

 

 

 

DISCREZIONALITÀ DELLA STAZIONE APPALTANTE E OBBLIGO DI MOTIVAZIONE

La seconda sentenza (Sez. V, 14 agosto 2024, n. 7128) ha ribadito l'ampia discrezionalità della stazione appaltante nella valutazione dell'anomalia dell'offerta. Tuttavia, questa discrezionalità non è assoluta.
La Stazione Appaltante deve motivare adeguatamente le proprie decisioni, soprattutto in caso di esclusione dell'offerta. Inoltre, la sentenza ha chiarito che la Stazione Appaltante non può introdurre criteri di valutazione automatici e generalizzati durante la gara, come ad esempio richiedere fatture quietanzate anziché preventivi per giustificare i costi.
Tale comportamento viola i principi di trasparenza, imparzialità e proporzionalità.

 

 

 

 

CONCLUSIONI

Queste sentenze del Consiglio di Stato forniscono importanti indicazioni per le stazioni appaltanti e i concorrenti. In particolare, sottolineano l'importanza di rispettare i tempi procedurali e di motivare adeguatamente le decisioni assunte, evitando l'introduzione di criteri di valutazione automatici e generalizzati quindi lontani dal reale contesto di applicazione.

 

 

 

 


 

Grazie alle sue competenze multidisciplinari, Pronext è a servizio delle Stazioni Appaltanti e degli enti concedenti per la gestione del processo di verifica delle anomalie per rispettare le procedure codicistiche e dei loro principi fondanti, nonché di ridurre il rischio di contenziosi.

 

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