INDICE
IL DECLINO DEL PRINCIPIO DI AUTORESPONSABILITA’
IL SOCCORSO ISTRUTTORIO SALVA-TUTTI E IL PESO DEL RUP
ILLECITO PROFESSIONALE GRAVE: LA SOTTILE LINEA DELLA DISCREZIONALITA’
CONCLUSIONI
Il settore dei contratti pubblici sta proseguendo la sua fase di profonda trasformazione, spinta dalla necessità di bilanciare la semplificazione amministrativa, la tutela della concorrenza e la certezza del diritto. E’ di recente individuazione infatti la chiara tendenza della giurisprudenza e delle stazioni appaltanti: favorire a tutti i costi la partecipazione alle gare, anche a scapito di rigidi formalismi, scaricando tuttavia una quota significativa di incertezza e responsabilità sul Responsabile Unico del Progetto (RUP).
IL DECLINO DEL PRINCIPIO DI AUTORESPONSABILITA’
Storicamente, il sistema delle gare pubbliche si è fondato sul principio di autoresponsabilità dell’operatore economico. In base a questo assunto, alle imprese partecipanti era richiesta la massima diligenza nella compilazione e nella presentazione della documentazione di gara a partire dal Documento di Gara Unico Europeo (DGUE). Errori o omissioni gravi comportavano l’esclusione dell’operatore economico.
Oggi assistiamo a un netto cambio di paradigma:
- un approccio più permissivo che emerge dalla recente giurisprudenza attraverso una inequivocabile tendenza a superare il rigore formale per privilegiare il principio del favor partecipationis (cioè la massima partecipazione possibile);
- la svolta determinata da una recente linea interpretativa del Consiglio di Stato che si è spinta fino ad ammettere l’applicazione del soccorso istruttorio persino nei casi di assenza totale della domanda di partecipazione.
Questa evoluzione segna un progressivo allontanamento dal dovere di diligenza richiesto alle imprese, ridefinendo i confini del soccorso istruttorio da strumento eccezionale a rimedio quasi universale.
IL SOCCORSO ISTRUTTORIO SALVA-TUTTI E IL PESO DEL RUP
La prassi operativa delle Stazioni Appaltanti riflette questa spinta inclusiva. Nel tentativo di non escludere concorrenti e scongiurare ricorsi che rallenterebbero l’iter dei delle aggiudicazioni, le Amministrazioni tendono ad utilizzare il soccorso istruttorio in modo estensivo, talvolta al limite dei confini normativi.
Questo scenario genera tuttavia una criticità strutturale relativa allo spostamento del rischio sul RUP. Se l’errore del concorrente non è più motivo di esclusione immediata, spetta al Responsabile Unico del Progetto (RUP) farsi carico della gestione della regolarizzazione. Il RUP si trova così a operare in un contesto di forte incertezza normativa, dovendo decidere fin dove spingersi nel preservare una candidatura senza violare la parità di trattamento tra gli operatori economici concorrenti.
ILLECITO PROFESSIONALE GRAVE: LA SOTTILE LINEA DELLA DISCREZIONALITA’
Un ulteriore elemento di forte complessità riguarda la valutazione dell’illecito professionale grave. Attraverso l’ultima riforma del Codice dei contratti pubblici, il legislatore ha cercato di tipizzare e circoscrivere i casi di illecito per ridurre l’arbitrarietà delle decisioni e garantire maggiore omogeneità.
Tuttavia, l’obiettivo della certezza del diritto sembra ancora lontano per almeno due motivi:
- la giurisprudenza continua a riconoscere alle Stazioni Appaltanti un ampio potere valutativo, lasciando quindi intatto il margine di discrezionalità;
- le Amministrazioni conservano la facoltà di escludere un operatore economico basandosi sulla lesione del vincolo di fiducia, anche per fattispecie non espressamente codificate, rompendo il rapporto fiduciario.
Di conseguenza, stabilire se un concorrente sia o meno affidabile rimane, in ultima istanza, una valutazione ampiamente soggettiva del RUP.
CONCLUSIONI SU COME STA CAMBIANDO IL RUOLO DEL RUP
Il quadro che emerge descrive una Pubblica Amministrazione tesa tra due forze contrapposte. Da un lato, la necessità di garantire procedure di aggiudicazione rapide e aperte al maggior numero di imprese, dall’altro invece la carenza di regole rigide e univoche che proteggano l’azione amministrativa. In questo delicato equilibrio, il RUP non è più un semplice garante della procedura, ma un decisore chiamato a colmare con la propria discrezionalità le lacune e le flessibilità del sistema, assumendosi responsabilità legali e gestionali sempre più gravose.
In questo contesto è evidente come il RUP debba presentare solide conoscenze e maturare ampie competenze di carattere interdisciplinare., ma soprattutto mantenersi aggiornato in modo permanente circa le novità normative e giurisprudenziali.
ULTIMO AGGIORNAMENTO: 6 AGOSTO 2026



