Questo approfondimento si propone come una sorta di check list per far comprendere quali dati sono opportuni per redigere un PEF Piano Economico Finanziario nell’ambito di una concessione di lavori o servizi.
Per esempio, quando Pronext riceve da parte di una Pubblica Amministrazione la richiesta di redigere un PEF per indire una procedura ad evidenza pubblica per un affidamento in concessione, è necessario raccogliere puntuali informazioni che saranno anche utili per stimarne altre.

Per chiarire e mettere ordine nel contesto operativo, ci sono 3 pilastri sui quali lavorare in modo comunque interconnesso: 

  • ricavi;
  • costi;
  • investimento.


RICAVI

Per il calcolo dei ricavi è necessario stimare l’utenza che richiederà il servizio e i  prezzi di vendita dello stesso.
Se esistente, è molto utile usare come punto di partenza i dati sulla precedente gestione oppure di gestioni simili svoltesi all’interno dell’area di governo dell’Ente concedente. Nel caso di un affidamento della gestione di un asilo nido, è sicuramente una buona partenza disporre dei dati del gestore precedente oppure di altri asili nido gestiti dal Comune.

In merito alla stima dell’utenza, un altro dato fondamentale è costituito dalle informazioni demografiche circa la popolazione residente.
Per i prezzi invece del servizio, è richiesto sapere se l’Ente concedente intende applicare tariffe calmierate – o prefissate – oppure se viene riconosciuta al gestore la possibilità di applicare tariffe di mercato.

 

COSTI

Anche per i costi, è utile partire dai dati provenienti dalle gestioni precedenti.
Sotto certi aspetti, la stima risulta più facile rispetto ai ricavi perché alcuni costi sono standard: si pensi al personale impiegato e retribuito sulla base del CCNL applicabile. Invece altri costi vengono calcolati attraverso un metodo parametrico. Ad esempio, per le attività di manutenzione è importante avere consapevolezza circa lo stato del manufatto sia in termini di costruito sia di impianti perché ne determinano il relativo onere economico.
Per le utenze, è indispensabile conoscere se il costo sarà a carico del gestore o dell’ente concedente.
In linea generale, i costi principali sono legati a manodopera, materie prime, servizi, manutenzioni, costi generali, eventuali canoni da corrispondere all’Ente concedente.

 

INVESTIMENTO

In merito all’investimento, la soluzione più semplice ed efficace per fare un PEF è lavorare in possesso del complessivo quadro economico.
Se l’operazione comprendesse lavori, l’Ente concedente dovrebbe – quantomeno in linea teorica – aver già elaborato una o più analisi sui costi in sede di elaborazione di DOCFAP e DIP. Negli altri casi, sarà necessario ricevere il dato circa l’esborso che si stima che l’operatore economico privato concessionario dovrà sostenere per approntare la struttura o quanto necessario per avviare il servizio/la gestione oggetto della procedura di gara.
Facciamo un paio di esempi.
Nel caso di una procedura di concessione circa il servizio di refezione scolastica (mensa), l’investimento rappresenta il costo iniziale per avviare il servizio che può includere stoviglie, pentolame, attrezzature tecniche.
Nel caso di una procedura di concessione per la gestione di un asilo nido, rientrano nell’investimento eventuali arredi, giochi e strumenti per le attività pensati per un utilizzo duraturo nel tempo. Attenzione: la sabbia o i colori sono sa considerare costi operativi per la loro immediata usura! 
Nel caso di una procedura di concessione di un impianto sportivo, gli investimenti includono gli arredi per gli spogliatoi o all’attrezzatura per i corsi in acqua.

Questo approfondimento si propone come una sorta di check list per far comprendere quali dati sono opportuni per redigere un PEF Piano Economico Finanziario nell'ambito di una concessione di lavori o servizi.
Per esempio, quando Pronext riceve da parte di una Pubblica Amministrazione la richiesta di redigere un PEF per indire una procedura ad evidenza pubblica per un affidamento in concessione, è necessario raccogliere puntuali informazioni che saranno anche utili per stimarne altre.

Per chiarire e mettere ordine nel contesto operativo, ci sono 3 pilastri sui quali lavorare in modo comunque interconnesso: 

  • ricavi;
  • costi;
  • investimento.


RICAVI

Per il calcolo dei ricavi è necessario stimare l'utenza che richiederà il servizio e i  prezzi di vendita dello stesso.
Se esistente, è molto utile usare come punto di partenza i dati sulla precedente gestione oppure di gestioni simili svoltesi all’interno dell'area di governo dell'Ente concedente. Nel caso di un affidamento della gestione di un asilo nido, è sicuramente una buona partenza disporre dei dati del gestore precedente oppure di altri asili nido gestiti dal Comune.

In merito alla stima dell’utenza, un altro dato fondamentale è costituito dalle informazioni demografiche circa la popolazione residente.
Per i prezzi invece del servizio, è richiesto sapere se l’Ente concedente intende applicare tariffe calmierate - o prefissate - oppure se viene riconosciuta al gestore la possibilità di applicare tariffe di mercato.

 

COSTI

Anche per i costi, è utile partire dai dati provenienti dalle gestioni precedenti.
Sotto certi aspetti, la stima risulta più facile rispetto ai ricavi perché alcuni costi sono standard: si pensi al personale impiegato e retribuito sulla base del CCNL applicabile. Invece altri costi vengono calcolati attraverso un metodo parametrico. Ad esempio, per le attività di manutenzione è importante avere consapevolezza circa lo stato del manufatto sia in termini di costruito sia di impianti perché ne determinano il relativo onere economico.
Per le utenze, è indispensabile conoscere se il costo sarà a carico del gestore o dell’ente concedente.
In linea generale, i costi principali sono legati a manodopera, materie prime, servizi, manutenzioni, costi generali, eventuali canoni da corrispondere all'Ente concedente.

 

INVESTIMENTO

In merito all’investimento, la soluzione più semplice ed efficace per fare un PEF è lavorare in possesso del complessivo quadro economico.
Se l’operazione comprendesse lavori, l'Ente concedente dovrebbe – quantomeno in linea teorica - aver già elaborato una o più analisi sui costi in sede di elaborazione di DOCFAP e DIP. Negli altri casi, sarà necessario ricevere il dato circa l’esborso che si stima che l'operatore economico privato concessionario dovrà sostenere per approntare la struttura o quanto necessario per avviare il servizio/la gestione oggetto della procedura di gara.
Facciamo un paio di esempi.
Nel caso di una procedura di concessione circa il servizio di refezione scolastica (mensa), l’investimento rappresenta il costo iniziale per avviare il servizio che può includere stoviglie, pentolame, attrezzature tecniche.
Nel caso di una procedura di concessione per la gestione di un asilo nido, rientrano nell’investimento eventuali arredi, giochi e strumenti per le attività pensati per un utilizzo duraturo nel tempo. Attenzione: la sabbia o i colori sono sa considerare costi operativi per la loro immediata usura! 
Nel caso di una procedura di concessione di un impianto sportivo, gli investimenti includono gli arredi per gli spogliatoi o all'attrezzatura per i corsi in acqua.